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Casa di Mondovì

Un imponente e austero palazzo di Mondovì, residenza trecentesca della famiglia Bressani, è stato usato come modello per questo edificio al Borgo, decurtato qui di un piano in altezza rispetto all'originale. Al primo piano, le due finestre trifore si alternano a tre piccole finestrelle minori; l’ultimo piano è segnato da un ballatoio continuo in legno, coperto da una sorta di tettuccio oltre il quale l’edificio termina con una merlatura. Le aperture al piano terreno sono coperte da un pergolato con pertiche e mensole, arricchito da piante.   Nel 1884 si trovava qui la cucina dell’osteria, sulla cui porta di accesso si appendevano le spoglie di un orso, in omaggio alla tradizione di esporre il frutto di cacce pericolose. Dopo l’esposizione stabilì qui lo studio uno scultore e, successivamente, trovò posto una bottega di liquori e vini. Dal 1918 il primo piano fu la sede della Società Storica Subalpina, cui si affiancò poi l’abitazione del custode. A fine anni '90 i locali vennero usati come uffici; riacquisiti dal ristorante, sono attualmente in restauro.