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Pavone Canavese

Castello

L'edificio, fondato prima dell'XI secolo, fu a lungo sotto la giurisdizione del vescovo di Ivrea. Durante il Quattrocento il paese di Pavone Canavese perse di importanza strategica e il castello fu lasciato cadere in rovina.
Soltanto alla fine del secolo, il vescovo Bonifacio Ferrero decise di promuovere alcuni interventi di recupero e di ampliamento.
Nel corso del 1700 l'edificio fu nuovamente abbandonato fino al 1885, anno in cui Costanza Brocchi, moglie di Alfredo D'Andrade, lo acquistò dando inizio ad imponenti opere di restauro.
Da allora, esso presenta torri e mura merlate. Varie parti del fabbricato furono ricostruite e, all'interno, le decorazioni delle sale furono eseguite utilizzando come modello gli originali di altri castelli.
Per le decorazioni in cotto D'Andrade si ispirò ai castelli di Albiano, Ozegna e Strambino; da quest'ultimo inoltre recuperò il soffitto dipinto che è inserito nell'ala sud.
Il castello servì di modello alla Rocca del Borgo Medievale per alcuni affreschi e il soffitto, riprodotto nella sala da pranzo.
Dal 1991 appartiene a una società privata ed è adibito ad albergo, ristorante e centro congressi.