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L'Esposizione Generale del 1884: la Sezione di Arte Antica

Prima pagina del giornale "Torino l'Esposizione Italiana 1884" (disegno di A. Bonamore).

L'Esposizione torinese si propose di offrire una sezione artistico-architettonica; a questo scopo fu costituita la Sezione di Arte Antica, una commissione interdisciplinare formata da letterati, storici, artisti, architetti, archivisti, esperti di oggetti d'arte, che iniziarono a riunirsi nel gennaio del 1882, sotto la presidenza di Ferdinando Scarampi di Villanova, per elaborare un progetto di padiglione. I lavori subirono una accelerazione e una svolta dal maggio 1882, quando entrò a far parte della Commissione Alfredo D'Andrade, facoltoso portoghese studioso dell'architettura italiana, in particolare di quella medievale. Fu definitivamente abbandonata l'idea di un padiglione che riprendesse stili architettonici di diverse epoche e regioni d'Italia, a favore di un progetto che si rifacesse ad un solo secolo (il Quattrocento) e ad un unico territorio culturale (la Valle d'Aosta e il Piemonte).  Iniziarono così le ricerche preliminari alla realizzazione del Borgo Medioevale, costituito da un villaggio e un castello turrito. Prodotto d'invenzione nel suo insieme, ogni elemento architettonico, decorativo e di arredo del Borgo è riprodotto con precisione filologica da modelli originali del secolo XV, rintracciabili all'epoca in Piemonte e Valle d'Aosta, rilevati e studiati personalmente dai componenti della Commissione.

"Un Borgo colla dominante Rocca"

La singolare realizzazione del Borgo Medioevale fu un prodotto della cultura positivista imperante nell'ultimo quarto dell'Ottocento, ma rifletteva anche l'attenzione al manufatto antico, alla cultura materiale del Medioevo, di cui Alfredo D'Andrade e Vittorio Avondo (anch'egli membro della Commissione) avevano già dato prova nel recupero e restauro di alcuni castelli valdostani, in particolare quello di Issogne, acquistato da Avondo nel 1872.
L'immane lavoro di reperimento e riproduzione dei modelli procedette a ritmo accelerato: il 12 dicembre 1882 si pose la prima pietra della Rocca (il castello), il 6 giugno 1883 si pose la prima pietra del villaggio, il 27 aprile 1884 il Borgo venne inaugurato alla presenza dei sovrani d'Italia, Umberto e Margherita di Savoia.
La Rocca era visitabile all'interno e i suoi ambienti completamente arredati riproducevano una dimora signorile del XV secolo; le case del villaggio erano poco più che quinte teatrali, fatta eccezione per la Casa di Avigliana, che ospitava la biglietteria e gli uffici, e per la Casa di Borgofranco, dove era ambientata la taverna con l'attiguo ristorante San Giorgio.
Sotto i portici si aprivano le botteghe artigianali, affidate a ditte di livello nazionale, che costituivano esempi di alta tradizione nella lavorazione della ceramica, del legno, del ferro e che animavano realisticamente la strada del villaggio.

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