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L'uomo con la valigia. Piccola storia del bagaglio.

14 febbraio - 10 maggio 2010

Con la mostra L’Uomo con la valigia. Piccola storia del Bagaglio il Borgo Medievale ha proposto un allestimento scenografico e coinvolgente all’interno della Rocca e degli spazi a libero accesso lungo la via maestra del Borgo. L’esposizione ha fatto riferimento al tema del viaggio e al necessario di cui il viaggiatore non può fare a meno.   Nella mostra curata da Paolo Novaresio, il bagaglio è stato considerato in tutte le sue valenze pratiche e psicologiche: il percorso espositivo ha preso in considerazione l’evoluzione del bagaglio degli effetti personali rispetto ai mezzi di trasporto, alle differenti fasi del viaggio, nonché un’esemplificazione di diverse varietà di contenuti. L’arco temporale considerato è stato quello compreso tra la metà dell’Ottocento e oggi, oltre ad una sezione dedicata al periodo medievale.   Termine di derivazione militare, il bagaglio è innanzitutto elemento strategico, indispensabile corredo alla riuscita di un’impresa. Ma non solo: se si riconosce al viaggio, al di là del movimento fisico da un luogo all’altro, il carattere di forte esperienza emozionale, allora il bagaglio è ben di più che un contenitore del necessario. Quando si abbandona la propria casa, per qualsivoglia ragione, si tende a portare con sé quegli oggetti che rappresentano i rassicuranti simboli del conosciuto e fungono da raccordo tra il mondo materiale e quello dello spirito. Il bagaglio, primo atto volontario della partenza diviene ponte tra la nostra vita precedente e quella nuova che ci attende altrove. In quest’ottica il suo contenuto si configura come una sorta di simulacro portatile della propria identità e cultura: il bagaglio è dunque lo specchio del viaggiatore. Ne sottolinea il carattere, lo stato sociale e di salute, i gusti, i mezzi economici, le aspettative e la meta del viaggio.     Il percorso espositivo si è sviluppato attraverso tre spazi all’interno del Borgo, come diversi sono i tipi di bagaglio esposti: la Casa di Frossasco, con la sezione Bagagli d’altri Mondi,  dedicata ai nomadi tuareg e in particolare ai bagagli della carovana sahariana, entità autosufficiente in un ambiente ostile. La sala mostre, all’interno della chiesa, ha ospitato la sezione degli Oggetti del Viaggiatore. I manufatti esposti rispondono a determinate necessità culturali e psicologiche, volte a neutralizzare l’ansia dell’ignoto: per non perdere la strada, non ammalarsi, non rinunciare ai comfort, non smarrire identità e immagine, proteggere i propri beni. Le sale della Rocca si sono trasformate, proponendo sia una sezione riguardante il Bagaglio del Medioevo, coerente con l’allestimento museale, e una sezione dedicata al sottile rapporto che lega Bagaglio e Viaggiatore: sia un pellegrino, un businessman, un turista, un emigrante o un giovane globetrotter, ognuno ha il suo fardello, che lo identifica con precisione. Uno speciale approfondimento ha riguardato il Baule, bagaglio principe del viaggiatore fino all’avvento del trasporto aereo.   Ha completato l’esposizione il catalogo ragionato alla mostra, a cura di Paolo Novaresio.

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