• Google Art Project
  • Facebook
  • YouTube
  • Flickr
  • Trip advisor
  • Twitter
  • Followgram
  • Pinterest

Alfredo D'Andrade

Lisbona 1839 – Genova 1915  

Nato da un’agiata famiglia di commercianti di Lisbona, Alfredo D’Andrade si trasferì a Genova nel 1854 per proseguire nell’attività mercantile. Si scoprì invece attratto dalle arti figurative e dall’architettura. Diplomatosi all’Accademia Ligustica, studiò pittura a Ginevra dal paesista Alexandre Calame, ove conobbe Vittorio Avondo e Cesare Bertea, e fu indirizzato da Fontanesi ai più moderni Corot e Daubigny, a Creys nel Delfinato. Gli anni sessanta furono anni dediti alla pittura, di intensi studi e scambi culturali con i macchiaioli toscani, con la Scuola Grigia ligure di Rayper, Luxoro De Avendaño, con gli artisti piemontesi della Scuola di Rivara: Vittorio Avondo, Carlo Pittara, Federico Pastoris. In quel periodo iniziò a maturare anche l’interesse per l’architettura medievale, per la scoperta dei monumenti sul territorio, il loro studio, la loro salvaguardia e il restauro. Dal 1871 D’Andrade lavorò con Vittorio Avondo al restauro del castello di Issogne ed elaborò un metodo di intervento analitico, filologico e rispettoso del manufatto. Il progetto del Borgo Medievale, che lo vide a capo della  Commissione di Storia dell’Arte, si avvalse in larghissima misura della campagna di rilievi di monumenti piemontesi tardo medievali già da lui avviata nei decenni precedenti. Curò poi il restauro di numerosi edifici medievali in Piemonte e Valle d’Aosta: il castello di Verres, quello di Pavone Canavese (di sua proprietà dal 1885), il castello di Fénis. Nel 1886 fu nominato Delegato Regio per la conservazione dei monumenti del Piemonte e della Liguria e, nel 1891, Direttore dell’Ufficio Regionale per i Monumenti del Piemonte e della Liguria. Partecipò inoltre ai lavori delle Commissioni istituite per il restauro di importanti nuclei monumentali (Venezia, il Duomo di Milano, il castello di Chillon, il centro di Firenze) e per le principali Esposizioni Internazionali a cavallo secolo. Nel 1911 progettò insieme con Carlo Nigra il Padiglione Piemontese all’Esposizione Internazionale di Roma, che ripropose la formula già sperimentata al Borgo Medievale con l’invenzione di un castello valdostano composto dalla riproduzione esatta di elementi del repertorio architettonico e decorativo regionale.